Ciabatte con strass colorate mecshopping rosa Camoscio 0pUPw8

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E quindi? Che cosa succede quando l’eccezione Python si propaga fino al “confine” dello strato in cui è stata generata, senza trovare nessun blocco try/except disposto a prendersene cura? Succede una cosa brutta ma inevitabile: il codice C++ immediatamente successivo rileva che c’è una condizione di errore, chiama PyErr_Print per scriverlo nello standard error, e resetta l’errore. Quindi l’eccezione termina lì, e non ha modo di propagarsi fino a raggiungere il punto in cui l’interprete Python farebbe arrestare il programma. Voi potete vedere ugualmente il traceback nella shell (o dovunque abbiate re-indirizzato lo standard error ), ma solo perché è stato scritto lì da PyErr_Print (una delle Geox D Nebula A amazonshoes viola Sportivo SsV4Z
).

Infine, tenete conto che esiste un caso interessante in cui questo comportamento non si applica. Se l’eccezione Python non controllata avviene prima di aver chiamato wx.App.MainLoop , allora effettivamente il programma si interromperà “come al solito”: questo perché, prima di entrare nel main loop, Python ha ancora il controllo dell’applicazione. In pratica, ci sono due posti in cui un’eccezione Python può verificarsi prima di entrare nel main loop: in wx.App.OnInit e nell’ __init__ del frame principale dell’applicazione.

Se non siete ben consapevoli di questo comportamento, potreste trovarvi di fronte a situazioni paradossali. In Python “puro”, potete intercettare un’eccezione anche molto lontano dal punto in cui si è generata:

Questa non è una buona pratica di programmazione: ma potete comunque farlo. In wxPython, invece, intercettare un’eccezione lontano dal punto di origine potrebbe non riuscire bene come immaginate:

Prendetevi qualche minuto per immaginare come potrebbe funzionare questo esempio, prima di proseguire. Abbiamo collegato wx.EVT_SIZE a un callback che produce una eccezione Python non gestita. Possiamo aspettarci, tutte le volte che ridimensioniamo la finestra, di veder comparire il traceback nella shell (la finestra però si ridimensiona correttamente. A wxWidgets non interessa il nostro codice problematico nel callback: fintanto che chiamiamo Skip , l’handler di default dell’evento farà il suo mestiere). Per la precisione, un primo wx.EVT_SIZE viene emesso automaticamente già al momento di creare la finestra: quindi dovremmo vedere un traceback nella shell proprio come prima cosa.

Quando però facciamo clic sul pulsante, ci aspettiamo una cosa diversa. Nel callback del pulsante noi generiamo manualmente un wx.EVT_SIZE : quindi il callback difettoso verrà di nuovo eseguito, eccezione compresa. Questa volta però ci siamo premuniti, e abbiamo incluso la chiamata che genera il wx.EVT_SIZE in un blocco try/except . Dunque, ciò che vedremo questa volta sarà il messaggio “presa al volo!” nella shell, giusto?

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Ti ho insegnato la vita, mi hai insegnato l'Amore.

12 Apr 2016
mirianakuntz

Ti ho insegnato mille cose, tutte in un modo buffo e disordinato, tutte cose che avresti già dovuto sapere, cose che io ho imparato piangendo, ma che tu non avresti dovuto piangere. Ti ho insegnato per prima cosa come si possa ridere. L’ho fatto quando a malapena riuscivo a ridere anche io. L’ho fatto con amore e silenzio, con la giusta forza e il chiasso dei dubbi. Tu sorridevi, ed io avevo vinto una battaglia. Ti ho insegnato com’è che si ama quella brutta parte di te che odi. Quel lato della faccia che ti sembra più brutto dell’altro, lo volti in ogni angolazione, pensando di trovare la posizione adatta, ma quando per la prima volta ti ho vista dormire, ho pensato che entrambi i lati fossero perfetti in egual modo. Non avevi bisogno di giocare a nascondino con quelle labbra rosse, quel piccolo naso, e quell’incarnato da bambola. Ti ho insegnato ad amare ogni punto di te stessa che odiavi per capriccio. Le gambe corte corte, come due trampoli da circo spezzati nel mezzo, i polsi sottili che quasi il vento sembra spezzare, le cosce che tu vedi grosse, ma che io vedo morbide come due frutti maturi, il petto che non è come piace a te, ma che le nuvole soffici invidiano. Ti ho insegnato a far l’amore, perché quando ti ho incontrata su quella strada sdrucciolevole, tu eri ancora una bambina che non aveva mai baciato. Ho percorso con le dita ogni anticamera del tuo pudore, e ti ho fatto capire che nell’amore non ci sono vergogne, né parti da coprire con le lenzuola, ma che quando si sta amando, e che quando si ama, si è due nudi di vetro, pronti a infrangersi, pronti a divenire lana, e ingarbugliarsi. Ci siamo ingarbugliati tante di quelle volte, nei modi più disparati, che ne è venuto fuori un gran casino, che solo noi sappiamo sciogliere. Ti ho insegnato a baciare. A baciare solo le mie labbra, perché la formula che ti ho consegnato è giusta solo per le mie. Mi mordi delicatamente, ed io mordo te, strofini l’angolo opposto della tua bocca al mio, ed ogni respiro sembra entrare ed uscire da quell’incavo perfetto da dove emetti musica. Puoi baciare solo me , perché se provassi a sfiorare altre due labbra, non sapresti come farlo, dovresti partire da zero. Ti ho insegnato ad essere forte, che quando sta per arrivare un temporale hai già pronto l’ombrello, i fendinebbia, le scarpe da acquazzoni, e il cappotto pesante. Te ne stai buona in salotto, o distesa nel letto, fino a che il temporale non passa, e tu torni in piedi. Ti ho insegnato a prenderti cura di te stessa, perché una medicina non vale l’altra, ognuna ha un suo modo di accarezzarti, ti ho insegnato che domani può esserci una sorpresa: tipo io che ti faccio un regalo grandissimo, e tu mi sorridi su due piedi, dentro due braccia, e nella testa. Tipo che domani passo a prenderti, e tu sei già pronta. Tipo che ti ho amato da sempre, per smettere da mai. Ti ho insegnato anche l’arte dei vizi. Sei viziosa oltre ogni misura. Ti accontenti sempre poco, chiedi sempre il doppio, ma alla pari di una bambina mi intenerisco e cerco di fare il possibile. Scavo nelle mie tasche, nel salvadanaio, dentro i cassetti, trovo i soldi o un’idea e realizzo i tuoi sogni. Ti ho insegnato come si vive, perché tu pensavi fosse facile, perché credevi alle favole di città, mentre io ti ho detto a voce alta, che puoi credere solo alla nostra, tutte le altre sono stampate dentro ai libri con le immagini, quelli per i bambini, o per le persone distratte. Tu hai imparato questo e quello perché eri una borsa vuota. Una bellissima borsa vuota, appena cucita e messa in commercio. Avevi due bottoni sul davanti, e una cerniera nel mezzo. Ho lasciato cadere ogni sorta di cosa al tuo interno, persino il cuore. Non per distrazione, o stupidità. Mi fidavo di una borsa così nuova e piccola. Pensavo che fossi meglio di una cassetta di sicurezza, e che il contenuto non avrebbe mai potuto fare a botte con i tuoi vecchi tesori. Vergine e vuota, esattamente come lo ero io. Tu mi hai insegnato cos’è l’amore. Perché se non fossi stato innamorato non sarei mai stato il tuo mentore, la tua guida, né mi sarei lasciato sfuggire il cuore nella cerniera spalancata. Mi hai insegnato ad amare perché non avrei potuto fare altrimenti, ti ho amata perché eri da amare, e perché sentivo di poterlo fare solo io, nel giusto modo, nella giusta maniera. Ti accarezzavo le ferite, evitavo che ce ne fossero delle altre, ti baciavo i punti che tu detestavi facendoteli amare, tiravo fuori i soldi e le idee per realizzare i tuoi sogni. Correvo avanti e indietro, giustificando i tuoi errori, i tuoi sbagli, i tuoi muri d’argilla alti e impenetrabili solo perché tu mi avevi insegnato l’amore senza neppure impegnarti troppo. L’ho imparato tenendoti tra le braccia, guardandoti dormire sul mio petto, svecchiando il mio cuore da una passione di plastica e riempiendolo con amore liquido, in polvere, di un gas rosso e potente. L’ho imparato quando il cuore andava a pezzi se mi dicevi ciao, se ci trovavamo a partire, o se a partire era solo la pazienza o il tempo. L’ho imparato perché sono un bravo scolaro e un bravo maestro. L’ho imparato perché l’amore non si impara se non lo senti dentro, e tu, sei in ogni punto del mio organismo ad aria. Sotto le falangi che scrivono d’amore, dietro la fronte piccola, nel petto ossuto, sulla schiena fredda, dietro ogni luccichio dei miei occhi di ramo. E questo, è molto più di quanto non ti abbia insegnato io. ​

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